Recupero dati da hard disk:
tecniche, procedure ed errori

La perdita di dati da hard disk (o da pen drive o da scheda SD) può comportare conseguenze spesso molto onerose. Da qui la necessità di ricorrere a un recupero di dati, rivolgendosi a un centro di data recovery.
Ma dove sono in realtà questi centri di recupero dati? Come operano, e come stabiliscono i prezzi e con quali risultati?
La maggior parte degli utenti non ha idee precise su questi punti. In compenso circolano alcune idee diverse delle quali, come vedremo, sono risultate sbagliate.

Ubicazione dei centri di recupero dati

Dove sono in realtà questi centri di data recovery? Visitando parecchi siti web spesso non si trova l'indirizzo della ditta, e talvolta neppure un vero numero di telefono fisso.
L'inchiesta di Yoshinagasaka.com ha rilevato che la maggior parte dei centri di recupero dati sono in realtà solo agenzie di raccolta. Qui non viene effettuato alcun tipo di diagnosi dell'hard disk, ma l'hardisk viene spedito in Germania, Norvegia, Spagna, o in un'altra località italiana.
A Milano, per esempio, Yoshinagasaka.com ha individuato un solo indirizzo, tra quelli pubblicizzati in web, che non è un punto di raccolta ma effettua effettivamente i recuperi di dati, in via Giambellino.

Il prezzo

Questo è un punto scottante: visitando diversi siti si leggono prezzi che sembrano variare dai 150 euro ai 2000 euro. L'utente parsimonioso potrebbe rimanere disorientato: devo cercare un servizio che promette il prezzo minimo? C'è da fidarsi?
Questo dubbio rimanda a considerazioni più generali sul problema prezzi: non sempre a prezzo maggiore corrisponde prodotto migliore. Ma di certo se il prezzo è "troppo basso" i casi di solito sono due: o c'è qualche trucco per rialzare a sorpresa prezzo finale, o il servizio reso varrà meno.
Ma che cosa può significare che "varrà meno"? Abbiamo cercato di approfondire questi e altri argomenti con un operatore di recupero di dati.

Quando il disco è funzionante ma parzialmente danneggiato, e perciò non occorre aprirlo, il rischio non è alto: prima della fornitura il proprietario esamina la lista dei file in recupero, chiede la verifica di un campione di file scelto da lui, e il massimo che rischia è che il recupero sia poco scrupoloso. Al limite potrà sottoporre l'hard disk a un altro recuperatore

Ma se il disco è proprio guasto? Se non è rilevato dal computer?

In questo secondo caso non solo il disco va aperto, ma occorrono interventi manuali impegnativi, e l'uso di pezzi di ricambio.

Quindi comporta sempre una spesa?

Un'operazione di questo genere non può costare meno di duecento euro solo per cominciare.

Ma si ha la certezza del recupero?

Tutt'altro! Perciò il lavoro comporta un rischio economico che va quantificato. E fatturato al cliente.

Ma se il preventivo non prevedeva costi per il cliente in caso di insuccesso?

Che vuole farci? Non resta che riversare il costo dell'intervento fallito su altri lavori. Insomma, farlo pagare agli altri clienti.

E se un hard disk si presenta come particolarmente difficile e costoso da recuperare? L'operatore può rischiare di lavorare gratis?

No. Ma ha sempre a disposizione una scorciatoia.

Quale?

Quella di dichiarare l'hard disk irrecuperabile e di liberarsi del problema senza esaminarlo a fondo.

In conclusione: è possibile prevedere i costi di un recupero "a listino"?

E' possibile ma non seriamente realistico: in linea di principio occorre una diagnosi e un preventivo specifico.

Parliamo di tempi: quanto tempo richiede un recupero da hardisk?

Da 24 ore a diverse settimane.

Così tanto? Non sarebbe un lavoro un po' lento?

No, alcuni dischi impongono forzatamente tempi lunghi. Purtroppo questo il cliente non può capirlo, e interpreta i tempi lunghi come pigre lungaggini.

Ed ora un paio di domande frequenti: che cosa significa "danno meccanico"?

Di solito si usa questa espressione in presenza di un hard disk di cui la testina ha perduto la traccia magnetica. Perciò, rifiutando la traccia, emette un rumore meccanico. Sono i casi che richiedono un intervento "hands on".

Che cos'è la "camera bianca"?

Sarebbe un ambiente dove verrebbe fatta entrare solo aria filtrata, nel quale bisognerebbe entrare accuratamente vestiti di carta speciale, e dove le lavorazioni a hard disk aperto sarebbero protette da polvere.

"Sarebbero"? Perché usa il condizionale?

Perché gli operatori di recupero dati non lavorano in una vera camera bianca.

Ma molti servizi di data recovery parlano di camera bianca! Vuol dirci che neppure le più grandi aziende di recupero dati la usano veramente?

Al massimo lavorano in un ambiente con alcuni aspiratori, certo utili; ma non sono ambienti completamente protetti. E fanno benissimo del resto.

Perché?

Perché una camera bianca risparmia tutt'al più qualche granello di polvere, ma non è veramente utile al recupero.

Allora perché tante ditte di recupero menzionano una camera bianca? E' una mistificazione?

Nooo! Diciamo un'innocua consuetudine folkloristica; un po' come si parla di gnomi, di fate o di caverne magiche, fingendo di crederci.